Dal 2026 tutto cambia per chi percepisce un assegno di invalidità. L’INPS ha annunciato aumenti importanti, che portano alcuni importi fino a 611,85 euro al mese. Un vero sollievo per tantissime persone che vivono con questa forma di sostegno economico.
Ma di quanto aumenta esattamente? Chi ne ha diritto? E come si può ottenere l’incremento? Vediamolo insieme in modo semplice e chiaro.
Cosa cambia per l’assegno di invalidità nel 2026
A partire dal 1° gennaio 2026, l’INPS applica una rivalutazione degli importi, basata sull’adeguamento all’inflazione. L’indice ISTAT provvisorio prevede un aumento dell’1,4%, che si riflette in modo automatico sugli importi mensili.
Ma c’è di più: per alcune categorie, è previsto anche un aumento straordinario di circa 20 euro mensili. Questo porta l’importo totale a:
- circa 603,40 euro per gli invalidi totali con diritto alle maggiorazioni;
- 611,85 euro per lavoratori con specifiche patologie come drepanocitosi o talassemia major;
- 340,71 euro per chi riceve l’assegno mensile di assistenza per invalidità parziale (dal 74% al 99%).
Chi ha diritto all’aumento dell’assegno INPS?
L’aumento spetta a chi già riceve l’assegno e mantiene i requisiti, ma vale anche per chi farà domanda nel corso del 2026. I criteri da rispettare sono precisi. Eccoli elencati:
- Grado d’invalidità: parziale, tra il 74% e il 99%, riconosciuto da commissione INPS/ASL;
- Età: dai 18 fino a 66 anni e 11 mesi. Dai 67 anni, l’assegno si trasforma in assegno sociale;
- Reddito personale annuo: massimo 5.852,21 euro, con rivalutazione dell’1,3% rispetto al 2025;
- Residenza: stabile in Italia, con cittadinanza italiana o permesso UE/extra-UE di lungo periodo;
- Incompatibilità: niente ricoveri gratuiti in strutture pubbliche, né altre prestazioni incompatibili.
L’assegno è compatibile con lavori a basso reddito ma viene sospeso se il reddito supera il limite previsto.
Assegno vs pensione: attenzione alle differenze
È importante distinguere tra:
- Assegno di assistenza per invalidi parziali: 340,71 euro mensili per 13 mensilità e requisiti di reddito più restrittivi;
- Pensione di inabilità per invalidi civili totali (100%): stesso importo base (340,71 euro), ma tetto di reddito più alto, pari a 20.029,55 euro annui.
In quest’ultimo caso, è possibile anche ottenere una maggiorazione sociale di 10,33 euro, portando l’importo a circa 351 euro al mese.
Tutti i nuovi importi previsti per il 2026
Ecco una panoramica chiara degli importi previsti senza maggiorazioni:
| Prestazione | Importo 2025 | Nuovo Importo 2026 |
|---|---|---|
| Pensione invalidi civili totali | €336,00 | €340,71 |
| Pensione ciechi civili assoluti | €363,37 | €368,46 |
| Pensione ciechi (ricoverati) | €336,00 | €340,71 |
| Pensione per sordi | €336,00 | €340,71 |
Alla pensione base si possono aggiungere alcune indennità o maggiorazioni:
| Prestazione aggiuntiva | Importo 2026 |
|---|---|
| Indennità di accompagnamento (invalidi civili totali) | €552,57 |
| Indennità di accompagnamento ciechi | €1.064,98 |
| Indennità di comunicazione (sordi) | €274,17 |
| Indennità speciale ciechi ventesimisti | €238,14 |
| Lavoratori con drepanocitosi o talassemia major | €611,85 |
Come fare domanda per l’assegno o per l’aumento
Chi non riceve ancora l’assegno può fare domanda direttamente all’INPS. Basta seguire questi passaggi:
- Invio della domanda: online tramite SPID, CIE o CNS, oppure con l’aiuto di un patronato;
- Documenti richiesti: certificazione medica invalidante (< 1/3 della capacità lavorativa), codice fiscale, dati anagrafici, storico contributivo;
- Visita medica: convocazione da parte dell’INPS per la verifica dell’invalidità tramite commissione competente;
- Se riconosciuti i requisiti, l’assegno viene erogato mensilmente e l’importo è adeguato in base alla situazione personale.
Inoltre, dal 4 luglio 2025, chi riceve un assegno inferiore al minimo stabilito riceverà automaticamente un’integrazione, senza bisogno di presentare una nuova domanda.
Perché questo aumento è importante
A fronte del costo della vita che cresce, anche pochi euro possono fare la differenza. Soprattutto per chi vive con una disabilità e ha risorse limitate. L’aumento dell’INPS non è solo una rivalutazione tecnica, ma un passo verso maggiore tutela e dignità per migliaia di cittadini.
Controllare i propri requisiti e, se necessario, aggiornare la propria posizione può davvero cambiarti l’anno. Non resta che agire e assicurarsi ciò che spetta di diritto.




